La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti al mondo, scelto da donne di ogni età che desiderano aumentare il volume del seno, correggere asimmetrie o ritrovare una forma armoniosa dopo una gravidanza, un dimagrimento importante o un intervento oncologico. Non si tratta solo di una questione estetica: per molte pazienti, è anche un modo per sentirsi meglio con sé stesse e ritrovare sicurezza nella propria immagine.
Vediamo insieme tutti gli aspetti fondamentali da conoscere prima di affrontare questo percorso.
Cosa comporta l’intervento?
La mastoplastica additiva consiste nell’inserimento di protesi mammarie al di sotto del tessuto ghiandolare o del muscolo pettorale per aumentare il volume del seno. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e ha una durata di circa 1-2 ore. Il ricovero può essere in day hospital oppure con una notte di degenza, a seconda del caso.
Il decorso post-operatorio prevede qualche giorno di riposo e l’uso di un reggiseno contenitivo per alcune settimane. Il dolore nei primi giorni è generalmente controllabile con analgesici e scompare progressivamente. I punti di sutura, se non riassorbibili, vengono rimossi entro 10-14 giorni.
Come scegliere la giusta dimensione e forma per un risultato armonioso
Una delle decisioni più importanti da prendere insieme al chirurgo riguarda la dimensione e la forma delle protesi. È fondamentale che il risultato sia proporzionato al proprio corpo, tenendo conto di fattori come:
• la struttura toracica
• l’altezza e il peso
• la forma e la posizione del seno naturale
• lo stile di vita e le aspettative personali
Non si tratta semplicemente di “scegliere una taglia”, ma di progettare un seno che appaia naturale e coerente con l’intera silhouette. Un bravo chirurgo non si limiterà a soddisfare una richiesta numerica, ma guiderà la paziente verso la scelta più equilibrata dal punto di vista estetico e funzionale.
Oggi è possibile utilizzare software di simulazione 3D per visualizzare il possibile risultato finale prima dell’intervento, un aiuto importante per prendere una decisione consapevole.
Differenze tra protesi rotonde e anatomiche
Un altro elemento chiave è la forma delle protesi, che può essere rotonda o anatomica – a goccia. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui il risultato desiderato e la conformazione del seno di partenza.
• Protesi rotonde: danno un effetto più pieno nella parte superiore del seno e sono ideali per chi cerca un volume marcato e una forma più evidente. Sono spesso preferite nei casi di seno già discretamente sviluppato o nei ritocchi estetici.
• Protesi anatomiche: imitano la forma naturale del seno, con più volume nella parte inferiore e un profilo più morbido. Sono indicate per chi ha un seno piccolo o svuotato, oppure nei casi di ricostruzione post-mastectomia. Offrono un risultato più naturale, ma richiedono maggiore precisione nell’inserimento, poiché una rotazione può alterare la forma finale.
La scelta del tipo di protesi va sempre fatta in accordo con il chirurgo, considerando estetica, sicurezza e aspettative individuali.
Quali sono i rischi e le complicanze?
Come ogni intervento chirurgico, anche la mastoplastica additiva comporta dei rischi, seppur rari. Tra le complicanze più comuni: ematomi, infezioni, contrattura capsulare – una reazione del corpo attorno alla protesi, perdita di sensibilità temporanea al capezzolo, dislocazione della protesi.
Affidarsi a un chirurgo esperto, operare in strutture autorizzate e seguire scrupolosamente le indicazioni post-operatorie riduce significativamente l’insorgenza di complicazioni.
Il risultato è definitivo?
Le protesi mammarie moderne sono molto resistenti e possono durare anche 15-20 anni, ma non sono eterne. In alcuni casi può essere necessario sostituirle, ad esempio per cambiamenti corporei, cedimenti naturali del tessuto o desideri estetici diversi nel tempo.
Un monitoraggio periodico con il proprio specialista è consigliato per valutare lo stato delle protesi nel tempo.